Museo di Arte Povera
La nascita, le radici, il retaggio
calendario da comò, 1899

Non è affatto detto che la storia, anche quella con la esse maiuscola, sia scritta soltanto dagli storici in ponderosi volumi ricchi di date, di cifre e di citazioni. C'è una storia altrettanto importante, per certi aspetti anche più veritiera, raccontata in foglietti, figurine, santini: è quella narrata nelle cosiddette "carte povere", cosí definite perchè non hanno la ricchezza di un libro o la "dignità" di un giornale ma affidano i loro colorati messaggi ad un solo foglio o a poche pagine: dai "pianeti della fortuna" con i numeri per l'immancabile vincita al lotto ai calendarietti dei barbieri, ricchi di acuti profumi e di conturbanti immagini di belle donne. Nate per lo più nella seconda metà dell'Ottocento e diffusissime nella prima metà del secolo scorso, le carte povere hanno rappresentato un facile e affascinante approccio alla cultura per i ceti popolari più poveri, benchè il destinatario fosse in realtà un pubblico molto eterogeneo dal punto di vista sociale. Esse non rispecchiano fedelmente la realtà della società ma, piuttosto, sono l'immagine di una mentalità collettiva, ritratta nelle aspirazioni, i sogni, i bisogni, i fantasmi, soprattutto dei ceti emergenti che aspiravano al mondo pulito e voluttuario che veniva dipinto e offerto. cromolitografia pubblicitaria, 1880/1910 Possiamo considerare tra i loro antenati le stampe popolari di immagini diffuse a partire dal Cinquecento e fino ai primi anni del Novecento in tutta l'Europa e gli almanacchi, le ricette, i foglietti colorati che riportavano fatti di cronaca, delitti, barzellette. Spesso queste pubblicazioni erano stampate senza particolari cure, senza neppure precisare nè il luogo nè la data dell'avvenimento che in tal modo veniva ad assumere un carattere che lo poneva fuori dalla storia per collocarlo nel mondo del mito e della fantasia. Le carte povere presenti in questo museo abbracciano un periodo relativamente breve della storia dell'illustrazione, in pratica circa cento anni. Erano connotate da una bellezza esteriore che aveva il compito di farle apparire accattivanti, piacevoli, di metterle in grado di trasmettere un messaggio pubblicitario, di creare un bisogno, di suscitare il desiderio di un consumo. Cinema, fumetto, televisione, spot pubblicitari, basati sul connubio fra immagine e parola, hanno indubbiamente debiti consistenti nei confronti di quei primi esperimenti e possono esserne considerati gli aggiornati discendenti.

Museo di Arte Povera - Palazzo Ripa-Marcosanti, 47030 Sogliano al Rubicone (Forlí-Cesena) ITALIA
Telefono fisso 0541.948418 , Telefono cellulare (TIM) 334.8592312
In collaborazione con il Museo del disco d'Epoca di Longiano (Forlí-Cesena)
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