Meravigliare, affascinare, colpire l'occhio e la fantasia ma senza pretendere di educare ( con l'eccezione dei santini) è una delle caratteristiche più singolari delle carte povere. Chi le produceva era consapevole che un intento pedagogico, una "morale", avrebbero fatto svanire gli elementi di interesse, di piacevole abbandono sui quali si fondava il loro successo. Infatti quando il fascismo tentò di usare le carte povere come strumento di propaganda, fu un fallimento. La grande intuizione dei produttori delle carte povere fu quella di uscire dall'ottica per cui esse erano destinate agli analfabeti o ai poco alfabetizzati e rivolgersi ad un pubblico il più vasto possibile, tenuto conto dei progressi di carattere sociale e culturale che si erano compiuti. La loro diffusione, si resero conto, avveniva in un'economia in cui si innescava un rapido processo di industrializzazione e di integrazione sociale.
