Un tempo la nostra memoria visiva aveva un repertorio limitato di immagini che ci accompagnavano per lungo tempo, diventavano punti di riferimento e qualche volta anche miti che si stratificavano nella storia individuale e collettiva.I profumatissimi e "osè" calendarietti natalizi dei barbieri legati alla tradizionale mancia; le figurine che per cento anni assicurarono il successo dell'estratto di carne prodotto dal barone Justus von Liebig; quelle dei calciatori, si depositavano nella nostra memoria come le date della storia patria.
Una nuova tecnica
La rivoluzione nelle carte povere avviene nella seconda metà dell'Ottocento quando una nuova tecnica, la cromolitografia, rende possibile la stampa di immagini piccole, a colori, a basso costo e in grandi tirature. E' il trionfo del colore e del gusto della decorazione. Figure di ogni genere vengono acquistate per essere incorniciate, raccolte in album, incollate come ornamento dei mobili, delle lettere. E' l'epoca in cui nascono le cartoline, i manifesti pubblicitari, i presepi di carta. L'importanza del fascino esercitato dalle carte colorate come strumento per la promozione delle vendite non poteva sfuggire in un'epoca in cui si affermavano il capitalismo e i mercati sopranazionali ed era quindi possibile, come insegna soprattutto il caso dell'estratto di carne Liebig, collegare le allettanti immagini delle figurine al lancio di un nuovo prodotto.